Sara Bellini rivisita l’open title di un classico del genere fantascientifico, “Close Encounters of the Third Kind”. Il film esplora i temi del linguaggio e della comunicazione necessari per agevolare l’incontro tra civiltà diverse. Il progetto utilizza le costellazioni e il cielo notturno come una potente metafora visiva, fungendo da mappa astronomica. Attraverso luci e stelle, gli alieni creano immagini e suoni che delineano le coordinate del punto di incontro con l’umanità: la Torre del Diavolo.